Quando il tasso di un mutuo si può definire usuraio? Ecco a cosa devi fare attenzione

Quando il tasso di un mutuo si può definire usuraio? Ecco a cosa devi fare attenzione

Quando valutiamo la reale convenienza di un mutuo, ci sono alcuni aspetti su cui occorre focalizzare la nostra attenzione. Uno di questi è senza dubbio il tasso di interesse. Si tratta infatti dello strumento principale che utilizziamo per sapere a quanto ammonta il rimborso del mutuo o del finanziamento che abbiamo richiesto e ottenuto.

Al tasso di interesse sono collegati in modo diretto sia il capitale da rimborsare alla banca che anche gli interessi e le eventuali spese, le quali possono essere diverse da un istituto di credito a un altro, e in base alla creditore che ha erogato il finanziamento. In particolare, quando si valuta il tasso di interesse applicato ad un finanziamento bisogna capire se si tratta di un tasso di interesse usurario e valutare in questo modo la reale convenienza del mutuo stesso.

Quando ci troviamo di fronte a un tasso di usura?

Una volta ogni tre mesi, la Banca d’Italia pubblica un documento che contiene tutte le operazioni di finanziamento tramite le quali si definisce un tasso di interesse usuraio. Questo valore prende il nome di TEGM, acronimo che indica il tasso effettivo globale medio degli interessi che si trovano all’interno del circuito bancario e finanziario d’Italia. Il TEGM comprende tutte le spese e le commissioni di massimo scoperto. Inoltre, in base a quanto troviamo scritto nell’articolo 2 della legge 108 del 1996, i tassi devono essere aumentati al massimo della metà, per cui il tasso di usura indica il livello massimo di aumento oltre il quale si parla per l’appunto di tasso usuraio.

Tramite una legge del 2011 è stato invece introdotto un nuovo metodo di calcolo del tasso di usura. In questo caso, il limite oltre il quale gli interessi sono considerati usurari sta aumentando del 25%, a cui vanno aggiunti ulteriori 4 punti percentuali. Ciò significa che la differenza tra il tasso usuraio è il tasso medio non può essere superiore a 8 punti percentuali.

Come valutare il tasso del proprio mutuo

Quando fai richiesta di un mutuo, a prescindere dalla finalità per cui lo richiedi, spesso trovi allegato un prospetto finanziario che comprende i tassi di interesse applicati, oltre che gli importi delle diverse rate mensili del piano di rientro previsto. Le rate mensili del rimborso prevedono una quota capitale e una quota di interessi. I principali tassi di interesse applicati a un mutuo sono il Tan e il Taeg. Il Tan è il tasso annuo nominale e indica in valore percentuale gli interessi che vengono applicati al capitale, mentre il Taeg, ovvero il tasso annuo effettivo globale, indica l’insieme delle spese che sono connesse al finanziamento erogato, sempre in valore percentuale.

È molto importante conoscere i principali dettagli su questi tassi di interesse al fine di capire quale potrebbe essere il tasso più competitivo sul mercato, soprattutto per capire se la soluzione di mutuo che richiediamo è effettivamente quella più in linea con le nostre esigenze economiche. In rete si possono trovare anche alcuni strumenti che fungono da calcolatori per il calcolo del tasso usuraio. In tutti i calcolatori occorre inserire il valore richiesto per sapere se il tasso applicato è considerato usuraio oppure no.

Usura sopravvenuta: di cosa si tratta

Come puoi leggere anche su diverse guide del sito Confronta Mutui, il tasso di usura non è quello applicato fin da subito al proprio contratto di mutuo, ma viene applicato successivamente, allora la questione diventa più complessa. In questo caso si parla di tasso di usura sopravvenuta, causato dalla diminuzione delle soglie del tasso usuraio ad opera della Banca d’Italia. Nel caso di usura sopravvenuta, non è possibile la richiesta dell’annullamento o la restituzione degli interessi illegittimi, per cui occorre effettuare un calcolo più complesso per verificare la quantità di interessi presenti in eccesso.